STEP 4
PEOPLE

“Un giorno la paura bussò alla porta,
il coraggio si alzò e andò ad aprire e vide che non c’era nessuno”
Martin Luther King

La paura è il sentimento che più segna questo periodo. Cambia i nostri comportamenti, le nostre abitudini, le modalità di relazionarsi con gli altri sul lavoro e nel privato.
Di fronte alla paura di quanto stiamo vivendo e di quanto verrà, di fronte a ciò che non conosciamo, rischiamo di rimanere bloccati e in attesa, rischiamo di perdere la forza di pensare e di agire. Per ripartire con il giusto spirito dobbiamo vincere la paura con il coraggio; dobbiamo vincere l’apatia con la motivazione.

Come ci insegnano i nostri amici giapponesi, la motivazione può condizionare fortemente le performance di un individuo e di un team. Secondo la regola del PAM “i risultati sono determinati dalla moltiplicazione di personalità, abilità e motivazione”. Senza la motivazione si spengono i cervelli, si inibiscono le capacità ed il risultato è nullo. Con la motivazione si potenziano mente e capacità, si affrontano le sfide, si ritrovano le idee e si agisce.

Switch on

Per affrontare questo momento abbiamo bisogno di essere motivati e riuscire a motivare. Ogni persona deve, innanzitutto, sentirsi sicura e sentirsi rispettata. La sicurezza alimenta il rispetto reciproco. Il rispetto delle regole e dell’altro alimenta la sicurezza. Per nutrire la motivazione dobbiamo creare un ambiente ed un’organizzazione sicuri, rispettosi dell’individuo, che mettano al centro la persona ed i suoi bisogni.
Dobbiamo estrarre dalla nostra faretra, sin da adesso, le frecce della comunicazione e dell’esempio.

Comunichiamo in modo chiaro e trasparente, tempestivo e continuativo. Comunichiamo con sincerità, con nuove modalità più efficaci e dirette. Comunichiamo quello che stiamo facendo per le persone e per l’azienda, spieghiamo dove stiamo andando infondendo fiducia ed serenità.
Il nostro messaggio deve essere più forte della negatività che ci circonda, deve far sentire alle nostre persone che siamo con loro e che contiamo su di loro. Rafforziamo il senso di appartenenza che rende forte l’impresa e la comunità delle persone che ne fanno parte.

Diamo l’esempio in modo forte e deciso. Agiamo per primi con energia e positività, dimostriamo adattabilità e spirito di sacrificio. Partecipiamo rispettando le regole e gli altri, contribuiamo scendendo nel campo ed aiutando. Le distanze si potranno acuire, cerchiamo di colmarle. Le differenze si potranno accentuare, cerchiamo di ricucirle.

Tutti si devono sentire parte della stessa comunità, tutti si devono sentire al sicuro, tutti si devono sentire importanti. Tutti devono credere in noi e negli altri.

Accelerate

Confrontiamoci con l’incertezza dell’ambiente, dell’economia e della società. Confrontiamoci con l’inevitabile incertezza della persona. Facciamolo consapevoli di quanto accade, sapendo di non sapere. Prendiamone atto e, come suggerisce Socrate, partiamo da qui. Tutti partiamo da qui, alla pari. La consapevolezza di non sapere è un invito a conoscere, ad indagare e ad andare oltre l’ordinario. È un invito a non seguire uno schema predefinito e consolidato. Chi non ha questa consapevolezza non sperimenta, non scopre e non si pone domande. Chi non ha questa consapevolezza rimane fermo, si affida alla memoria e si annulla.

Diamo un rotta da seguire. Nulla sarà più come prima. Disegniamo nuovi modi di “saper fare”, disegniamo nuovi percorsi, da sperimentare e da rimodulare. Coltiviamo e sviluppiamo le competenze che ci mancano. Visione sistemica, capacità di estrarre dal dato l’informazione, abilità di cambiare e di prendere decisioni, saper indirizzare e reindirizzare, adattarsi con rapidità.

Smontiamo le abitudini che troppo spesso ingessano le nostre aziende e imbruttiscono le menti. Le catene dell’abitudine sono troppo leggere per essere sentite finché non diventano troppo pesanti per essere spezzate (Buffet). Stimoliamo l’attitudine al cambiamento per avere un team pronto, reattivo e flessibile. Rifuggiamo il “run time” ed il comfort di un lavoro routinario. Sfidiamoci ed apriamoci a nuovi stimoli.

Diamo spazio ai giovani. Non sono offuscati dal vissuto, non sono rallentati da preconcetti e consuetudini. Hanno famigliarità con le nuove tecnologie e vivono i cambiamenti in modo naturale. Gestiamo le interazione tra le generazioni affinché lo scambio di competenze ed esperienze faciliti la creazione di nuove idee e nuovi modelli.

Coltiviamo l’hitozukuri, la capacità di far crescere le persone, di formarle, motivarle e stimolarle continuamente. Non basta accendere il motore ed ingranare la marcia per intraprendere un viaggio. Tutti gli ingranaggi e le trasmissioni devono funzionare all’unisono. Tutti i meccanismi devono essere pronti ad un viaggio tortuoso.

Siamo dentro una “grande stranezza”. È comparsa improvvisa ed inaspettata.
Troviamo una nuova energia, più forte, più vera e più originale. Muoviamo l’ingegno che è in noi e, forse, avevamo sopito. Partecipiamo con la responsabilità dei protagonisti. Scendiamo nel profondo per germogliare qualcosa di nuovo.
Facciamo il primo passo del nostro restart. Scriviamo la prima pagina di un lieto racconto.

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Qual è il tuo punto di vista sullo scenario attuale nel contesto people?

Compila il questionario, la tua riflessione sarà fondamentale per creare un confronto con gli altri imprenditori, propedeutico alla valutazione di tutti gli elementi dei nuovi scenari socio economici

I risultati dell’indagine nel contesto people

1.Questo momento di discontinuità viene visto delle organizzazioni «un momento che riafferma la centralità delle competenze umane» (42,9%)  o come un momento che «Ha già cambiato di fatto l’ approccio al lavoro» (33,3%)

2.L’ 52,6% non crede che «si farà strada un nuovo ruolo sociale dell’Impresa» mentre all’opposto il 52,4%  è convinto che Si «dovrà coltivare, plasmare le persone, formarle, motivarle, farle crescere e stimolarle continuamente.

3.I due elementi predominanti con cui l’organizzazione dovrà confrontarsi sono la «capacità di adattamento» (30,6%) e «la velocità di reazione» (27,9%)

4.Il (36,1%) ritiene che sarà necessario «investire in nuove competenze legate alla digitalizzazione alla capacità di innovare»

5.I comportamenti da agire per ottenere migliori risultati in questo momento di discontinuità sono «Lavorare per risultati e non per compiti» (42,5%) «Condividere gli obiettivi per poi verificare che vengano raggiunti» (30%)

Qual è il suo ruolo all’interno dell’organizzazione aziendale?

Qual è il livello di fiducia sul fatto che il sistema Italia sia in grado di sostenere la vostra impresa? (1=per niente fiducioso, 10=assolutamente fiducioso)

Questo momento di discontinuità pensi verrà percepito nella tua organizzazione aziendale come:

Pensando alla tua azienda dai un giudizio su una scala da 1 a 10 (1 = totalmente in disaccordo, 10 = totalmente d’accordo) relativo alle seguenti affermazioni:

Partendo dall’esperienza di questa fase di inattività, quali azioni intendi intraprendere per rendere più “fluide” le competenze delle tue PEOPLE:

Nell’ottica di migliorare-modificare la cultura aziendale, quali sono le caratteristiche che pensi abbiano un maggior impatto:

Dopo il RESTART sarà sempre più necessario avere all’interno delle aziende PEOPLE capaciti di VIVERE nella COMPLESSITA’. Quali comportamenti dovrebbero mettere a terra con più frequenza?

Nell’ottica di migliorare-modificare la cultura aziendale, quali sono le caratteristiche che pensi abbiano un maggior impatto:

Quali azioni intraprendereste da subito

Ispirazione

Facciamoci ispirare, ascoltiamo e scopriamo altri punti di vista. Nessuno può dirci qual è la ricetta giusta per la nostra azienda ma tutti possono aiutarci a comprenderla.

Martin Danoesastro: What are you willing to give up to change the way we work?

Quali sono le difficoltà nel passare da un’organizzazione tradizionale ad una agile basata su team interfunzionali ed autonomi? Tutti devono rinunciare a qualcosa, in particolare i manager che devono delegare le decisioni ai team

Mariana Mazzucato: Che cos’è il valore economico e chi l’ha creato.

La crescita economica sarà basata sulla cooperazione, sulla reciprocità, sull’innovazione come leva per risolvere i problemi degli uomini.