
Il Made in Italy rappresenta molto più di una serie di processi o macchine industriali; è il modo italiano di fare le cose, sintetizzato nel motto "il bello, il buono, il ben fatto".
Il Made in Italy è un'etichetta che trascende la semplice indicazione geografica per divenire sinonimo di qualità, bellezza e maestria, un ethos che risuona a livello globale per il suo impegno nell'eccellenza e nella sostenibilità. Tale visione è stata eloquentemente rappresentata da Paolo Mascarino, presidente di Federalimentare, e Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, durante la loro partecipazione a Cibus 2024, la fiera dell'agroalimentare che celebra e promuove i pilastri del settore alimentare italiano.
Paolo Mascarino, presidente di Federalimentare, sottolinea come gli imprenditori, specialmente nel settore agroalimentare, incarnino personalità quasi leonardesche, capaci di fondere elementi di ingegneria, architettura, arte, sapienza artigianale e tradizioni alimentari locali. Questi imprenditori crescono immersi in una cultura ricca, respirando quotidianamente l'arte e la bellezza delle città italiane, e formando un'attitudine profonda per l'eccellenza e la qualità.
Il Made in Italy è radicato in una cultura umanistica che, pur affondando le sue radici nel passato, viene continuamente rinnovata nel rispetto della tradizione. È possibile immaginarlo come un grande prisma che, illuminato dalla cultura italiana, disperde una luce policroma, ciascun colore rappresentante un settore specifico del saper fare italiano, con l'agroalimentare che ne è uno dei più brillanti esempi.
Da parte sua, il Ministro Adolfo Urso, intervenendo al Cibus, ha evidenziato come il Made in Italy sia ormai considerato a livello globale un simbolo di eccellenza. Ha sottolineato la capacità del sistema produttivo italiano di rispondere alla globalizzazione non con la delocalizzazione, ma rafforzando la produzione interna di prodotti di alta qualità. Questa strategia ha permesso all'Italia di distinguersi per prodotti belli, buoni e ben fatti, con una filiera che dalla materia prima arriva al prodotto finito, mantenendo alto il livello di competitività sui mercati internazionali.
Questo approccio ha portato a un incremento delle esportazioni, superando economie tradizionalmente più competitive e consolidando l'Italia come una delle principali potenze esportatrici al mondo. Le basi di questo modello di sviluppo sono l'identità e l'innovazione, con una particolare attenzione alle indicazioni del territorio che hanno stimolato un modello produttivo in grado di espandersi anche a settori come l'abbigliamento e l'arredo, oltre all'agroalimentare.
In aggiunta, il governo italiano ha supportato questo sviluppo attraverso il piano transizione 5.0, destinando 13 miliardi di euro per l'efficientamento energetico e la digitalizzazione, promuovendo una produzione che sia sostenibile non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale e ambientale. Questo modello, che parte dal basso e si espande globalmente, dimostra come il Made in Italy non sia solo un marchio di qualità, ma anche un esempio di come l'Europa possa investire in un'impresa sostenibile e innovativa.
Noi, in quanto società di consulenza direzionale leader in Italia, riflettiamo questi valori nel nostro impegno a promuovere un'industria migliore e sostenibile. Lavorando a stretto contatto con le aziende per potenziare la loro competitività attraverso l'innovazione e l'efficienza operativa. Cultura d'impresa e innovazione possono andare di pari passo con tradizione e qualità.

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