LE SCORTE: DA SPRECO E VANTAGGIO COMPETITIVO

Perché le scorte dovrebbero essere un vantaggio competitivo? In quanto muda, non dovrebbero essere ridotte il più possibile o addirittura pari a zero?

È visione diffusa in Occidente che uno degli obiettivi della trasformazione snella di un processo sia appunto quello di ridurre il più possibile i livelli di scorta. Tale visione è, forse, frutto di alcuni titoli e slogan che potrebbero essere interpretati in modo fuorviante. Si pensi ad esempio al libro “Zero Inventories” di Robert W. Hall (1983). È pur vero che nella letteratura disponibile riguardo al Lean Production, le scorte vengono enunciate tra i 7 sprechi.

In quanto spreco, la riduzione della scorta è da interpretare come fine a se stessa oppure mira al miglioramento della altre performance aziendali? È possibile trasformare quello che è considerato uno spreco in una leva per migliorare un intero processo produttivo?
Si tenga presente che tra gli obiettivi del Lean Production troviamo anche “garantire i giusti tempi di risposta al mercato con un adeguato livello di servizio al cliente”.

Da un lato, visto anche i cambiamenti di mercato degli ultimi anni, è in atto una ricerca ossessiva di riduzione dei tempi di attraversamento con richieste verso processi produttivi più snelli, in grado di rispondere con maggiore tempestività alle richieste del mercato. Per fare questo, si può pensare ad esempio di disaccoppiare il processo produttivo attraverso dei buffer (scorte di semilavorati).
Dall’altro lato, si deve tener presente il tempo di attraversamento di un processo produttivo è direttamente proporzionale ai livelli di WIP (Work in process e scorte di processo) come enunciato dalla legge di Little.
La riduzione delle scorte non è fine a se stessa e può essere sfruttata per incrementare le prestazioni dei processi produttivi. Tutto questo alla condizione non scontata che sia “massimizzato” il flusso produttivo, sulla base del terzo principio Lean (Flow).
Per poter raggiungere tale obiettivo, è necessario quindi non solo ridurre le scorte, ma piuttosto gestirle in modo mirato e oculato:

  • Scorte posizionate correttamente all’interno di un processo produttivo permettono di garantire i giusti tempi di risposta al mercato ed eventualmente di comprimerli, aumentando la competitività dell’azienda.
  • Livelli adeguati di scorta, garantiscono la continuità del flusso produttivo, la disponibilità dei materiali necessari ed evitano ritardi
  • Infine, una corretta politica di gestione permette di ridurne il costo, ricavandone il massimo dei benefici. Dall’altro lato, decisioni sbagliate conducono ad un peggioramento delle performance dei processi e non ad un loro vero miglioramento.

In conclusione, se certamente è vero che scorte fuori controllo sono uno spreco, non è altrettanto corretto dire che scorte gestite in modo opportuno lo siano.